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Oranda assortiti


No. Visite:1973 visitatori
Genere:Dolce
Categoria:Acqua Temperata
Dimensione attuale:Extra Small
Dimensione adulto:L (20 - 40 cm)
Provenienza:Asia
Disponibilità:Alta (> 20 esemplari)
Prezzo:3.70 €
Link utili:google infos google images
Video su YT:youtube videos
Informazioni:richiedi informazioni
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Oranda assortiti

le immagini, se non diversamente specificato, sono puramente rappresentative

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DESCRIZIONE


Gli Oranda
di Maurizio Vendramini - Estratto dal Notiziario GAEM 09/1998

Benvenuti a tutti a parlare di un altro amico pinnuto di acqua fredda, il bellissimo Oranda. Con questo nome vengono generalmente indicate tutte quelle forme a tre code che hanno in comune un unico progenitore, il Carassius Auratus, ovverosia il classico pesce rosso.
Testa di Leone, Ryukin, Celestiali, Buble Eye, Red Cap, Black Moor e tanti altri nomi fantasiosi, identificano solo variazioni di colore e morfologia di una unica specie da cui tutte derivano.
Ancora prima della nascita di Cristo, in Cina erano specializzati nell'allevamento di questi animali a scopo ornamentale; essi appaiono su vasi, quadri, sete e oggetti preziosi testimonianze, queste, di quanto fosse radicata in questi popoli la cultura ittiologica.
Per quel che concerne la biologia, non c'è molto da dire in quanto tutte le razze sono estremamente robuste ed adattabili per quanto riguarda i valori dell'acqua; la nostra acqua del rubinetto e un buon biocondizionatore vanno benissimo sia per l'allevamento che per la riproduzione. Non vanno sottovalutati i cambi parziali d'acqua, poiché un contenuto eccessivo di nitrati è di ostacolo allo sviluppo delle pinne degli esemplari più pregiati.
Paradossalmente, il punto debole dei pesci rossi in generale, e degli Oranda in particolare, è il cibo, nonostante si nutrano avidamente di qualsiasi alimento (ho visto pesci rossi mangiare gli spaghetti!); proprio per questo dobbiamo stare particolarmente attenti alla loro dieta, scartando tutti quei cibi privi di scorie, intese come parti indigeribili, in quanto tenderebbero ad intasare l'intestino, provocando una pericolosa, se non mortale, occlusione intestinale. Le specie a tre code, proprio per la loro conformazione fisica, sono particolarmente soggette a questo problema, a causa del corpo più corto e tozzo; gli organi interni rimangono più compressi rispetto ai cugini, diciamo così, ''normali''. Per questo mitivo, avendo l'intestino di pari lunghezza contenuto in uno spazio minore, le anse intestinali sono maggiori ed è proprio qui che si verificano gli ''intoppi'' di cui sopra.

Classico sintomo di un'occlusione è il galleggiamento incontrollato; l'animale sembra avere all'interno una bolla d'aria che lo sospinge verso l'alto. A questo punto, se ancora mangia, lo si deve nutrire esclusivamente con verdure o Daphnie. Se non si nutre più l'animale è perso al 90%.

Abbiano visto come il cibo giuochi un ruolo fondamentale per la buona salute dei nostri beneamati. Consiglio, quindi, somministrazioni abbondanti di verdure bollite, Artemie e Daphnie, oltre ad un buon mangime commerciale.

Molti pensano che le varietà a tre code non possano vivere all'aperto e che richiedono temperature tropicali intorno ai 25°C. Nulla di più falso; anzi, se non si applica un minimo di sbalzo stagionale, difficilmente osserveremo la riproduzione di questi pesci. Pertanto, conviene, in appartamento, utilizzare una vasca non inferiore a 100 L (ovviamente uno spazio così grande è consigliato ai veri appassionati di questi pesci, che vogliono ammirare in toto la loro bellezza). Naturalmente, campano anche a lungo nelle bocce o in piccoli acquari, ma se vogliamo vederli al massimo del loro sviluppo e del colore (non dimentichiamo che raggiungono anche i 25 ÷ 30 cm di lunghezza) una vasca capiente è quanto mai necessaria. E' importantissimo evitare il riscaldatore che, mantenendo elevato il loro metabolismo, farebbe accelerare il loro invecchiamento, senza produrre alcun vantaggio.

Se invece vogliamo tenerli all'aperto, consiglio di ambientare questi animali fra luglio ed agosto, quando l'acqua è più calda; per i normali pesci rossi, il periodo più adatto è la tarda primavera. E' da sottolineare che gli animali che vivono all'aperto sono più belli e più robusti di quelli che vivono in casa, proprio perché lo spazio ed il cibo sono maggiori.

Per il mantenimento dei pesci in laghetto rimando all'articolo sulle Koi.

Detto questo, sicuramente nella primavera successiva all'introduzione avverrà la riproduzione, a patto che i maschi abbiano almeno un paio di anni (cioè una lunghezza di circa 7 ÷ 9 cm) e le femmine tre (9 ÷ 12 cm). Sono pesci molto prolifici (le femmine producono 100.000 uova per ogni kg di peso), che hanno un accoppiamento rumoroso ed evidente, identico a quello delle Koi.

Anche per la riproduzione, rimando in toto allo scritto sulle carpe. Una curiosità è che i piccoli fino al sessantesimo giorno di vita sono grigi, mutando colore solo se la temperatura rimane costante per un certo periodo oltre i 18°C. Ciò avviene anche da adulti; non di rado capita che animali acquistati con una certa livrea, la mutino nel corso del tempo. Non sono sicuro, ma ritengo che ciò sia dovuto alla temperatura di mantenimento.

Il dimorfismo sessuale è evidente nel periodo riproduttivo, allorché i maschi si ricoprono dei cosiddetti ''bottoni'' (particolare comune a tutti i maschi di grossi ciprinidi), piccole escrescenze cornee bianche che ricoprono il capo, gli opercoli e le pinne pettorali, i cui primi raggi rigidi sono più lunghi e spessi rispetto alle femmine, che invece presentano il ventre gonfio di uova. E' capitato che alcune persone abbiano scambiato i ''bottoni'' per Ichthyophthirius o malattia dei puntini bianchi; nonostante l'effettiva somiglianza, da una più accurata osservazione si nota che i puntini prodotti dal parassita sono più bianchi e non localizzati esclusivamente sul capo.

Come già accennato, i particolari su schiusa e primi giorni di vita potete trovarli sull'articolo delle Koi; ovviamente, l'accrescimento è più ridotto, e animali di tre o quattro anni possono essere lunghi intorno ai 15 ÷ 20 cm, nulla a che vedere con le carpe, campioni di peso e longevità.

Le patologie sono identiche a quelle già menzionate per le carpe: Costia, Trichodina, Chilodonella, Ictio, Argulus, Viremia, Lernaea, ecc., tutte ampiamente trattate sull'articolo delle malattie.

fonte: http://www.gaem.it


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